Introduzione alla degustazione di vini

Si torna ad esplorare mondi al di fuori della birra. Stavolta due corsisti del Corso di Analisi Sensoriale hanno deciso di proporre una loro versione introduttiva di analisi sensoriale del vino. E fu così che in una bella e calda giornata di maggio ci siamo ritrovati presso la loro azienda agricola Borgo Trevisan in una sala allestita per il corso. Per ogni partecipante c’erano scheda di valutazione, 6 calici, bloc notes e matita.

Matteo e Francesca ci hanno accolti e subito Matteo ha cominciato a farci una spiegazione introduttiva del mondo dell’analisi del vino. mentre spiegava Francesca ci stava versando nei bicchieri qualcosa che all’apparenza sembrava acqua. Abbiamo subito capito che non si trattava di acqua, infatti Matteo ci ha spiegato che il vino è composto da principalmente sei elementi: acido tartarico, acido citrico, acido malico, zuccheri, elementi sapidi e alcol. E proprio questi elementi sono stati disciolti nelle sei bottiglie con le quali Francesca ci stava riempiendo i bicchieri.

La prima parte del corso introduttivo era proprio assaggiare queste sei sostanze per poterle successivamente riconoscere ed individuare all’interno del bicchiere di vino. Ogni sostanza è stata ben descritta da Matteo che ci ha anche spiegato come e dove all’interno della bocca è possibile percepirla e riconoscerla. Al termine dell’analisi di questi sei sapori elementari ci è stato detto come curiosità di mescolarli in piccola parte in un unico bicchiere ed assaggiare per vedere che effettivamente la loro unione può tranquillamente risultare come la base del sapore del vino.

Successivamente siamo passati alla degustazione vera e propria. Come primo vino Francesca ci ha versato un Friulano del 2020. Prima di procedere con l’assaggio Matteo ci ha spiegato la scheda di valutazione (una versione molto semplificata delle schede utilizzate dai sommelier professionisti) descrivendo nel dettaglio come valutare ognuno dei suoi punti suddivisi in tre categorie:

  • Esame visivo: qui si valutava il colore, la limpidezza, la consistenza o fluidità e l’effervescenza
  • Esame olfattivo: similmente al mondo delle birre in questa categoria si analizza l’intensità, la complessità cercando di individuare tutti gli aromi presenti nel vino che si sta degustando
  • Esame gusto: qui si analizzano dolcezza, intensità alcolica, acidità, intensità e persistenza del sapore, presenza di astringenza e sensazioni minerali.

Abbiamo ripetuto l’analisi su un totale di sei vini, tutti Borgo Trevisan:

  • Friulano 2020: Un vino paglierino dagli aromi speziati, minerali e floreali non particolarmente secco con un sapore deciso e molto persistente
  • Friulano 2018: Stesso vitigno del precedente, la differenza con il fratello più giovane si nota nella presenza di aromi fruttati, una maggiore secchezza e una sensazione alcolica più evidente
  • Malvasia: si tratta di un vino bianco con un’elevata complessità aromatica data dalla presenza di note speziate, fruttate, minerali e balsamiche con una sensazione alcolica ben presente e un sapore molto intenso.
  • Sauvignon 2020: In questo vino, che come tutti i Sauvignon è caratterizzato da un odore di gatto, siamo riusciti ad individuare aromi floreali, speziati, erbacei, minerali e fruttati. Decisamente più acido e minerale rispetto ai precedenti con un sapore molto intenso.
  • Merlot 2018: il primo dei due vini rossi dal colore rosso granato ha rivelato aromi fruttati, speziati e di tabacco. Molto meno acido rispetto ai bianchi presenta un’astringenza morbida e un sapore molto intenso
  • Cabernet Franc 2017: il meno limpido di tutti i vini ha un aroma che rispetto al Merlot è caratterizzato dalla presenza di note erbacee. Leggermente più acidulo e meno morbido.

Per non farci morire di fame, Matteo e Francesca ci hanno inoltre preparato due piatti di accompagnamento. Primo, tra i vini bianchi, un piatto di affettati e formaggi misti, dopodiché assieme ai rossi un piatto con carne di selvaggina accompagnata con polenta.

Ma Matteo, non ancora soddisfatto, ha deciso di farci assaggiare un altro dei suoi vini, e dopo una breve votazione si è presentato con alcune bottiglie di vino passito non più in produzione: un buonissimo vino dolce ma allo stesso tempo per niente stucchevole.

A questo punto il corso era veramente finito. Dopo una breve chiacchierata abbiamo acquistato qualche bottiglia di vino da portare a casa e ci siamo salutati.

Anche stavolta un evento bellissimo ed interessantissimo. Mi è piaciuto scoprire questo aspetto della degustazione, interessanti sia le analogie con la birra che le differenze (non abbiamo cercato di individuare dei sapori specifici nel vino ma ci siamo limitati a valutare alcune caratteristiche). Matteo e Francesca si sono rivelati estremamente preparati e professionali, il tutto contornato da una meravigliosa giornata di sole primaverile. Un evento assolutamente da rifare.

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