L’ABC del Whisky

Sono tornato alla Birreria Bunker per un altro corso, stavolta però per un prodotto che non ha a che fare con la birra o quasi, dato che hanno infatti in comune gli ingredienti di base e parte del processo produttivo. Sto parlando del Whisky. Questa volta infatti Homebrewers Gorizia e la Birreria Bunker hanno organizzato L’ABC del Whisk(e)y, un corso introduttivo al mondo dei whisky (e dei whiskey) in generale con degustazione di cinque single malt scozzesi.

Sia il Whisky che la birra partono infatti dalla stessa base, un mosto prodotto da un’infusione di grani maltati e/o affumicati in acqua chiamata in gergo tecnico mash (nei single malt scozzesi si usa principalmente orzo). Una volta ottenuto il mosto le strade si dividono, in quanto il whisky non ha bisogno di luppolatura. Il mosto viene fatto fermentare per essere poi distillato e invecchiato in botti di legno. Non a caso infatti il whisky è anche chiamato il distillato della birra.

Dopo questa brevissima descrizione sul whisky voglio dirvi due cose. la prima è che io non ho mai bevuto il whisky perché non mi piaceva. In realtà non sono un gran amante dei distillati in generale, ma ammetto che provavo un odio particolare verso il whisky. Dato che però la mia esperienza si limitava alle versioni commerciali di Jack Daniel’s e Johnny Walker ho deciso di provare comunque a partecipare a questo corso, per rompere i miei tabù e cercare di apprezzare un prodotto ignorato per tutta la vita.

Il corso si svolgeva all’ultimo piano della Birreria Bunker, una meravigliosa mansarda con un enorme e imponente tavolo di legno lungo quanto l’intera stanza, e alle sue estremità due pareti illuminate piene zeppe di bottiglie di whisky e rum. Meraviglioso!

Sul tavolo erano disposti per ognuno dei partecipanti una dispensa sul whisky, un volantino indicante i whisky facenti parte della sessione di degustazione, bicchiere e bottiglia d’acqua e un tappetino con indicati i 5 whisky sul quale il nostro insegnante Danijel ha disposto cinque bicchieri da degustazione Glencairn che ha riempito con i rispettivi Whisky. Di fronte al suo posto ha successivamente disposto le cinque bottiglie usate, per poi sorprenderci con una sesta bottiglia che ha deciso di aggiungere per farci capire la differenza tra un blended e i single malt.

Per prima cosa Danijel ci ha fatto un’interessante e dettagliata introduzione sugli whisky, la loro storia, le loro caratteristiche, le tipologie e le modalità di produzione. Successivamente ci ha spiegato le varie zone della Scozia con le loro annesse caratteristiche indicando alcune mappe in un suo libro sull’argomento. Dopodiché siamo partiti con la degustazione che accompagnava il corso sui sei whisky assaggiati. Danijel ci ha consigliato di fare due assaggi per ogni whisky, uno puro e uno diluito con qualche goccia d’acqua e capirne le differenze. Inoltre ha consigliato di annusare con il bicchiere a una certa distanza dal naso e con la bocca aperta per evitare di anestetizzare il naso con l’alcol. Escludendo il blended, ogni whisky assaggiato proveniva da una delle cinque zone di produzione dei whisky scozzesi. Naturalmente prendete con le pinze le mie osservazioni sui singoli whisky, si trattava pur sempre della mia prima esperienza di degustazione di questa bevanda.

  • Mc Grow 
    Blended Scotch Whisky, 40% ABV
    Non è stato un gran inizio per me, ammetto che non mi è piaciuto tanto. Leggermente dolce in entrata presentava un leggerissimo aroma di legno, malto e frutta secca, tutto ciò sovrastato dall’alcol finale. Dopo la diluizione l’alcol era molto meno intenso lasciando spazio ai profumi, rendendo l’assaggio molto più piacevole.
  • Kingsbarns Dream to Dram
    Lowlands Single Malt, 46% ABV
    Primo single malt della serata, si tratta di un whisky giovane (basti pensare che la distilleria ha 6 anni) dai sapori e aromi delicati di melone, mela verde e frutta con delicate note di legno nel finale. Diluendolo esalta aromi speziati e legnosi.
  • Glengoyne 12 Years Old
    Highlands single malt invecchiato 12 anni, 43% ABV
    Questo whisky presenta un meraviglioso aroma di Mon Cheri, frutta e frutta secca dovuto al lungo invecchiamento in botti di Sherry. In bocca si presenta pieno e oleoso con un deciso sapore di legno. Anche in questo caso la diluizione rilascia note aromatiche di legno.
  • Tamdhu 12 Years Old
    Speyside single malt invecchiato 12 anni, 43% ABV
    Molto più beverino del precedente, anche il Tamdhu presenta intense note di ciliegia e legno sia al naso che in bocca con un finale parecchio dolciastro. Mi è sembrato più fruttato rispetto al Glengoyne.
  • Kilkerran, 12 Years Old
    Campbeltown single malt invecchiato 12 anni, 46% ABV
    Qui si cominciano a sentire note torbate che accompagnano il legno e in seguito alla diluizione piacevoli note fruttate. Ha un sapore dolce che lascia spazio ad un delicato torbato soprattutto nel finale.
  • Ardbeg, 10 Years Old
    Islay single malt invecchiato 10 anni, 46% ABV
    Proprio come la zona da cui proviene anche questo whisky è caratterizzato da intensi aromi e sapori torbati lasciando un po’ di spazio in bocca a note dolci e salate. Devo dire che mi ha colpito particolarmente (in positivo) l’intensità del torbato unita alle note salate marine, molto buono.

La degustazione a questo punto era finita, ma dato che un partecipante non era venuto al corso abbiamo dovuto finire anche i suoi whisky. Siamo rimasti un’altra mezz’ora a discutere e commentare i whisky assaggiati, le loro caratteristiche e le loro differenze, con Danijel che ci ha raccontato qualche aneddoto interessante.

Concludendo posso dire che tra i sei whisky assaggiati quelli che mi hanno colpito di più erano il Glengoyne con le sue meravigliose note di Mon Cheri e l’Ardbeg con la sua grinta torbata, entrambi dei gran prodotti. E se vi state chiedendo se ho cambiato idea sui whisky vi risponderò che c’è ancora strada da fare ma che li ho apprezzati veramente tanto, nulla a che vedere con ciò che avevo bevuto fino a quel momento. Il trucco di diluire la bevanda per ammorbidire l’alcol e di inalare con la bocca aperta mi hanno aiutato a percepire meglio ciò che questa bevanda ha da offrirmi. Se verrà organizzato un secondo corso non voglio perderlo assolutamente, anche perché devo ammettere che conoscere a fondo queste bevande aiuta parecchio anche alla degustazione di birre invecchiate.

Come al solito, complimenti a Homebrewers Gorizia e alla Birreria Bunker.

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