Pompa lavafusti DIY

Come avrete avuto modo di leggere nei miei precedenti articoli è oramai da un po’ che sono passato dalla classica rifermentazione in bottiglia all’uso di fusti e carbonazione forzata. Devo dire che i miglioramenti nelle birre sono veramente notevoli, e dopo averci fatto l’abitudine anche il lavoro in sé non risulta per niente complicato.

Ma come ogni cosa nel mondo delle birre anche questa richiede un’adeguata pulizia per poter essere usata nuovamente. Ma mentre bottiglie e fermentatori sono facilmente ispezionabili, i fusti non lo sono affatto, nonostante il largo foro presente sui miei Kornelius Keg.

Analizzando le varie possibilità che avevo per pulire bene i fusti ed evitare che le birre si rovinassero, mi sono ritrovato propenso a realizzare una pompa per il lavaggio automatico costruita da un mio amico. In seguito ho trovato su BrewingBad un articolo che spiegava bene la realizzazione di un sistema molto simile alla mia idea.

 

L’idea

L’idea di base è costruire una pompa che grazie ad una sfera rotante analoga a quelle usate regolarmente su impianti professionali potesse spruzzare internamente al fusto del liquido detergente per un tempo prolungato. Il liquido va pescato da un serbatoio in cui verrà poi riversato creando così un ricircolo che permetterà di ridurre la quantità di detergente necessaria.

A questa soluzione è possibile aggiungere anche una seconda linea da connettere ai connettori del fusto per permettere il lavaggio del tubo interno al fusto (che altrimenti sarebbe impossibile da pulire senza smontare tutto il fusto)

 

Costruzione

Copiando il sistema del mio amico ho deciso di usare come serbatoio un semplice secchio (ne avevo uno da 10 litri) in plastica dotato di coperchio sopra il quale va appoggiato il fusto aperto e capovolto. Il coperchio deve essere forato non solo per far passare il tubo che entra nel fusto ma anche per permettere la raccolta del liquido di ritorno.

La pompa doveva naturalmente essere in grado di spingere il liquido fino in cima ed avere abbastanza forza per far funzionare la sfera. Ho deciso di prendere una comune pompa a immersione per acquari cinese facilmente reperibile su Amazon. Essendo a immersione non ha bisogno di linee di pescaggio ed è dotata di comodi filetti da ½’’ per montarci i tubi o qualsiasi altro connettore idraulico standard. Il modello che ho scelto è da 3800L/H al costo di 36€.

Ho preso una sfera in inox su Aliexpress con filetto da ½” a 16€, assieme a tutti i raccordi. Ho scelto di fare tutto in inox per il semplice fatto che mio padre aveva dei pezzi di tubo inox che non usava, ma è possibile fare l’intero impianto con dei tubi in PVC (per questa variante vi rimando sul blog BrewingBad).

Su un connettore a T ho montato un connettore John Guest da 9,5mm sul quale ci attacco tubo e connettore Jolly da connettere direttamente al fusto per il lavaggio del tubo interno. Ho preso inoltre dei tappi per chiudere la seconda linea nel caso non la usassi.

Dato che lo stesso sistema l’avrei usato anche per lavare altri fermentatori ho realizzato tre tubi di diverse lunghezze in modo da adeguarsi alle varie necessità.

La soluzione detergente

Riguardo i detergenti da utilizzare mi sono documentato parecchio, ma alla fine ho seguito una soluzione analoga a quanto fatto sugli impianti professionali basata su due lavaggi con soluzione prima alcalina e poi acida.

Presso un rivenditore locale ho acquistato un detergente caustico usato nell’industria delle bevande per il lavaggio in fase unica (qui il link al sito). Il vantaggio di questo prodotto rispetto ad altre soluzioni è che per il lavaggio di serbatoi e maturatori il prodotto va diluito (dal 3% al 5%) in acqua a temperatura ambiente e non calda come con altre soluzioni. Questo prodotto prevede un tempo di contatto di 20 – 30 minuti ed è innocuo su acciaio e materiale plastico.

Pur essendo dichiarato come prodotto da usare in fase unica, ho deciso di seguire le comuni pratiche e fare comunque un successivo risciacquo con un prodotto a base acida sia per rimuovere l’eventuale calcare formato dalla soluzione caustica che per neutralizzare l’eventuale l’alcalinità residua nel fusto.

Per questo risciacquo che faccio durare 10 minuti uso del comune acido citrico in soluzione 4% facilmente reperibile in qualsiasi negozio di agraria. Dovrebbe andare bene anche il Saniclean, la versione non schiumogena del comune Starsan, anche perché l’acido citrico non è sanitizzante e di conseguenza devo comunque fare un lavaggio con del Starsan prima di utilizzare il fusto.

 

Il prodotto finito

Il risultato è strabiliante: il fusto sta in piedi perfettamente sul secchio e per immergere completamente la pompa al suo interno bastano 5 litri di soluzione detergente. Non devo fare praticamente nulla se non preparare le soluzioni e in meno di un’ora il fusto è lustro e pari a nuovo. Il tutto a un prezzo veramente minimo.

Al momento sto usando questo sistema anche con i fermentatori in plastica e il nuovo fermentatore in inox (di cui vi parlerò a breve nel prossimo – e ultimo – articolo dedicato alla contropressione), e la pompa funziona perfettamente anche in questo caso.

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