True Norwegian Craft Beers

Quest’anno a Pasqua sono andato a fare una gita di qualche giorno a Oslo, nella culla del True Norwegian Black Metal. Assieme a due amici infatti siamo andati a vedere un famoso festival metal, Inferno Metal Festival. Oltre a godermi un festival stupendo che consiglio a tutti gli amanti del metal ma soprattutto del black metal, ho approfittato per vedere la città, i suoi monumenti, i suoi musei e naturalmente per assaggiare qualche buona birra norvegese. Naturalmente concentrerò il mio racconto su quest’ultimo punto.

La storia sulle birre norvegesi comincia già prima di partire, quando seduti ad un tavolo nel nostro birrificio di quartiere ci siamo messi a guardare la mappa dei birrifici e locali di Oslo su Untappd, per passare poi a discutere del prezzo astronomico della birra in norvegia. Fu abbastanza ovvio che le prime birre artigianali le avremmo prese all’arrivo in Duty Free all’aeroporto per risparmiare qualche soldo.

E così è stato. Appena atterrati a Oslo, nell’aeroporto più calmo e silenzioso mai visto, ci siamo diretti al duty free. Appena entrati un mio amico che ha vissuto in Norvegia mi ha spiegato che a ogni persona è consentito acquistare un quantitativo di alcolici pari a una tra le seguenti opzioni:

  • 6 birre da 330ml
  • 2 bottiglie di vino da 75cl
  • 1 bottiglia di superalcolico

Eravamo in tre, quindi dopo aver valutato attentamente cosa ci potesse offrire il negozio abbiamo valutato per 9 birre da assaggiare e una bottiglia di amaro per puro piacere. Le birre scelte (tutte quelle disponibili) sono state:

  • Lysefjorden Mikrobryggeri – Hoppy Saison, Saison da 6,5% ABV
  • Lysefjorden Mikrobryggeri – Red IPA Sterk, Red IPA da 6,5% ABV
  • Lysefjorden Mikrobryggeri – Solitude, NEIPA da 7,50% ABV
  • RYGR Brygghús – PILSNER, Pilsner da 4,70% ABV
  • RYGR Brygghús – STAFANGR New England DDH IPA, Double Dry-Hopped NEIPA da 6,70% ABV
  • Haand Bryggeriet – Fyr & Flamme, American IPA da 6,50% ABV
  • Ægir Bryggeri – Ægir India Pale Ale, American IPA da 6,50% ABV
  • Amundsen Brewery – Ink & Dagger, American IPA da 6,50% ABV
  • Amundsen Brewery – Everyday Hero, Session IPA da 4,50% ABV

Era ancora presto per il check in in albergo, quindi siamo andati per prima cosa a richiedere il braccialetto del festival al Clarion Hotel. E vuoi non bere una birra? Purtroppo nulla di artigianale norvegese qui, ma una tanto semplice quanto famosa Carlsberg. Dopo esserci goduti le prime birre dopo l’arrivo ascoltando una conferenza sul bullismo nel metal alla quale ci siamo ritrovati inaspettatamente, ci siamo diretti verso l’albergo.

Arrivati in albergo abbiamo avuto subito una buona e una cattiva notizia. Cominciando dalla cattiva, in stanza non c’era un frigo, e noi avevamo 9 birre da assaggiare. Per fortuna nonostante il bel tempo le notti erano parecchio fredde, quindi siamo riusciti più o meno a gestire la situazione tenendo le birre fuori dalla finestra. La buona notizia invece l’abbiamo avuta guardando fuori dalla finestra: di fronte a noi c’era un palazzo con un’enorme insegna che diceva Schouskjelleren Mikrobryggeri. La decisione era presa: doccia e visita al birrificio!

Arrivati sul posto non ci fu subito chiaro dove fosse il birrificio. Appena entrati nel cortile posteriore però notammo una minuscola casetta con la stessa scritta dell’insegna: evidentemente era il birrificio. Un po’ dubbiosi date le sue dimensioni siamo entrati scoprendo dei gradini che scendevano sotto terra in mezzo a tini di cottura. Seguendo il percorso lungo dei corridoi sotterranei ci siamo ritrovati un’enorme salone tutto in mattoni con il soffitto a volta, panche e tavoli di legno scuro e un bellissimo caminetto acceso in fondo alla sala il tutto illuminato da una fioca luce proveniente da alcuni lampadari appesi. Girando la testa ho notato il lungo bancone con ben 19 spine.

Io ho deciso di prendere un set di degustazione di quattro birre, due del birrificio e altre due ospiti:

  • Schouskjelleren Mikrobryggeri – West Coast IPA, American IPA da 6,50% ABV
  • Schouskjelleren Mikrobryggeri – Tigerstaden Saison, Saison da 7% ABV
  • Kasteel Brouwerij Vanhonsebrouck – Vieux Bruxelles Blanche, Witbier belga da 4,8% ABV
  • Brew By Numbers – 11 Session IPA – Mosaic, Session IPA inglese da 4,2% ABV

Il barista molto gentile si è fermato a chiacchierare incuriosito con noi per poi raccontarci che avrebbe suonato per conto dell’Inferno festival al Kniven Bar, un locale in centro a Oslo. Tutte le birre erano molto buone, ma le due del birrificio erano veramente ottime!

A questo punto è giunta l’ora di andare al Rockfeller Music Hall a vederci qualche bel concerto. Li ci siamo fermati al bar ordinando tre birre. Ci hanno dato la Ringnes Pilsner, che da quel che ho capito è la birra commerciale (passatemi il termine) norvegese. Devo ammettere che non mi entusiasmava e naturalmente costava come tutte le birre in Norvegia. tanto! Non ve l’ho ancora detto, ma mediamente una pinta costava attorno agli 11€.

I primi due giorni giorni non hanno rivelato altre sorprese, tutto si è svolto come previsto, con gite in barca, visite a musei e concerti, senza aver tempo da dedicare a birrifici. A tal proposito, passando dietro il municipio mi sono ritrovato di fronte alla Amundsen Brewery, ma siccome al momento ero da solo ho deciso di tornarci con i miei amici.

Il terzo giorno, dopo le varie gite, siamo andati al Kniven Bar di cui ci hanno parlato al birrificio Schouskjelleren. Per gli amanti del rock e del metal è un locale bellissimo arredato a tema musicale. Sotto questo bar inoltre c’era un altro piccolo locale completamente buio con un palco dove si esibivano i gruppi in ambito dell’Inferno Festival. Ma tornando al Kniven, la cosa forse più caratteristica era che al bancone le spine avevano dei coltelli al posto delle maniglie (Kniven significa appunto coltello in norvegese). Il barista mi ha dato gentilmente la lista delle birre lasciandomi scegliere con calma. Oltre a quelle alla spina, la lista comprendeva anche un gran numero di birre artigianali in bottiglia da tutto il mondo. Qui ho scelto due birre norvegesi:

  • Sleeping Village Brewing – Spiral Shades, Pale Ale da 4,7% ABV
  • Beer Flag – Cherry Bomb – Birra acida con ciliegie (o aromi?) da 8,50% ABV

Entrambe le birre erano ottime, l’atmosfera e la musica del locale bellissime. Peccato sia a 2000 km da casa, altrimenti ci andrei spesso.

Dopo una lunga e bellissima camminata fino al Holmenkollen e ritorno, l’ultima serata abbiamo finito di assaggiare tutte le birre prese in aereoporto prima di dirigerci ai concerti. Arrivati al Rockfeller, come nelle precedenti serate siamo andati anche al John Dee, un locale sotto al Rockfeller dove si svolgevano concerti in parallelo. Per la prima volta volevamo bere una birra al bar del John Dee, e dirigendoci al banco ho visto che non avevano solamente la Ringnes ma erano forniti anche con birre artigianali. Qui per cambiare ho preso un sidro, il Lovløs Østkyst. Molto buono, secco e poco dolce. Tornati al Rockfeller facendo attenzione ho notato che oltre ai vari bar ce n’era uno principale anch’esso fornito di birre artigianali: potevo evitare di bere 4 giorni la Ringnes che non mi entusiasmava pagandola come l’oro, ma naturalmente dal profondo della mia furbizia ho realizzato tutto ciò solo l’ultima sera.

Purtroppo ogni gita ha un ultimo giorno. Dovevamo essere in aereoporto alle 14.00, quindi abbiamo deciso di andare a vedere un museo interattivo sui vichinghi per poi fermarci a mangiare qualcosa e bere l’ultima birra al birrificio Amundsen. Arrivati al birrificio l’amara scoperta: apriva appena alle 13:00, e viste le tempistiche abbiamo dovuto rinunciare per dirigerci verso l’aeroporto. Durante il viaggio di ritorno, mentre aspettavamo all’aereoporto di Francoforte abbiamo mangiato una tipica cena tedesca: bratwurst e Weizen, con l’ottima Maisel’s Weisse.

Al di là del bellissimo festival e della meravigliosa e magica Norvegia dove ci tornerei subito, posso concludere che riguardo le birre i Norvegesi sanno decisamente il fatto loro con dei prodotti veramente ottimi. Se e quando tornerò ad Oslo (lo spero!) voglio dedicare più tempo a visitare qualche birrificio, tra cui l’Amundsen.

Bellissimo viaggio, meravigliosa esperienza e ottime birre.

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