Viaggio nella Moravia meridionale

Nata come una semplice idea, si è in pochissimo tempo trasformata in iniziativa: una gita tra i soci di Homebrewers Gorizia a visitare i birrifici della zona della Moravia meridionale in Repubblica Ceca. La sua pianificazione è stata fatta interamente dal nostro socio Max (@maxshomebreweryandbbq), che per motivi familiari va spesso in quella zona. Questo gli ha permesso di realizzare facilmente e velocemente un programma interessantissimo di quattro giorni. In pochissimo tempo questo programma ha conquistato nove soci, limite che ci siamo imposti per ragioni logistiche.

Abbiamo cominciato ad organizzare questa gita ad ottobre 2022 per realizzarla a giugno 2023. Max si è occupato in autonomia di contattare birrifici, ristoranti ed alberghi prenotando pernottamenti ed attività, mentre gli altri si sono occupati di cercare un furgone a noleggio. In poco tempo avevamo tutto organizzato, restava solamente da aspettare il giorno della partenza.

La cittadina di Mikulov

Il programma prevedeva di partire alle 5:00 da Udine, quindi la levataccia alle 3:00 era inevitabile per partire con calma da Gorizia. Ma l’entusiasmo ha avuto la meglio e ci siamo ritrovati a Udine con un leggero anticipo.

Il viaggio verso la Repubblica Ceca è andato benissimo, traffico quasi assente e meteo favorevole. Ci siamo così ritrovati nella città di Mikulov con ben un’ora di anticipo.

Mikulov si trova a pochi chilometri dal confine con l’Austria e storicamente è stata il centro della comunità ebraica nella zona della Moravia. Si tratta di una piccola cittadina caratterizzata da un bellissimo castello al suo centro che già da lontano è possibile vederlo emergere da sopra le case della città. Parcheggiato il furgone, abbiamo attraversato a piedi le vie della città fino a raggiungere il giardino del castello e fare una passeggiata lungo le sue mura. Purtroppo non siamo riusciti a visitare le sue cantine per vedere la botte di vino più grande della Repubblica Ceca della capacità di oltre 1000 HL. Dopo una breve sosta per brindare al viaggio con delle ottime Pils Ceche, ci siamo diretti verso la città di Lednice dove ci stava aspettando il pranzo.

Lednice e il suo meraviglioso parco

Arrivati a Lednice ci siamo diretti subito all’omonimo birrificio Pivovar Lednice. Appena entrati abbiamo notato il bellissimo e nuovo impianto a vista che dal piano interrato emerge in fianco alle scale fino a raggiungere il piano terra: naturalmente senza perdere tempo siamo andati a studiarlo attentamente ignorando la fame.

Per pranzo ho avuto modo di provare l’anatra arrosto, un tipico piatto ceco che era tra l’altro accompagnato da crauti in agrodolce che mi hanno particolarmente colpito. Oltre al pranzo ho avuto modo di prendere il vassoio da degustazione birre che comprendeva assaggi delle sei birre di loro produzione. Devo ammettere che le alte fermentazioni non mi hanno conquistato, ma altro discorso per le basse, in particolare per la Ležák 11°, un’ottima Pilsner di 4,5% ABV che accompagna il buon sapore maltato a un ottimo amaro finale (Ležák significa letteralmente Lager).

Piccola nota sulle birre ceche: anche in Repubblica Ceca, come in altri paesi europei, le birre vengono classificate in base ai gradi Plato, ovvero la densità dei zuccheri nel mosto. Solitamente questa informazione è indicata già nel nome e ci dà un’indicazione approssimativa in termini di corpo e gradazione alcolica.

La grande maggioranza di birre che ho avuto modo di provare andavano dai 10° per le birre più leggere fino ai 13° ma la classificazione è la seguente:

  • Lehké: birre con meno di 8° Plato il cui nome significa letteralmente leggera
  • Výčepní: birre che vanno dagli 8° agli 11° Plato
  • Ležák: birre che vanno dagli 11° ai 13° Plato
  • Speciál: birra da 13° Plato e oltre

Oltre ai gradi Plato nel nome troviamo spesso un’indicazione sul colore tra cui světlé, polotmavé e tmavé per birre chiare, ambrate e scure rispettivamente. Le ambrate vengono chiamate anche jantar.

Dopo pranzo ci siamo fatti una passeggiata tra gli alberi e i canali d’acqua nell’enorme parco del Castello di Lednice, molto suggestivo e piacevole che ci ha permesso di digerire l’abbondante pranzo.

Pivovar Mazák

Da Lednice ci siamo diretti a Dolní Bojanovice a visitare il birrificio Mazák. Qui siamo stati accolti calorosamente dal birraio che parlava un ottimo italiano: ci ha spiegato infatti di aver vissuto e lavorato in un birrificio di Udine per diversi anni. Dopo averci accompagnato lungo tutto il birrificio, che produce circa 8000 HL di birra all’anno con un impianto che lavora a ciclo continuo, ci ha mostrato la stanza in cui fermentano le loro birre in vasche aperte: naturalmente non ci era consentito entrare in questa stanza in quanto si tratta di un ambiente ricco di lieviti accuratamente selezionati in sospensione nell’aria. Ci ha fatto inoltre vedere un’enorme ala del capannone spiegandoci che hanno intenzione di ingrandire la produzione. Per il momento quell’area è destinata alla fermentazione di qualche birra spontanea.

Dopo l’interessante visita ci siamo goduti una serie di assaggi delle loro birre, partendo dalle classiche (e spettacolari) Pilsner ceche fino ad arrivare ad alte fermentazioni monoluppolo, molto interessanti oltre che buone. Tra le varie birre abbiamo avuto modo anche di provare la Saturnus Czech IPA prodotta con il luppolo locale e relativamente giovane Saturnus.

Hotel Pegas e le sue birre

Dopo aver lasciato Dolní Bojanovice ci siamo diretti tra i sconfinati e suggestivi campi d’orzo verso Brno, dove ci aspettava un po’ di riposo in albergo prima di dirigerci a cena.

Ci siamo successivamente diretti a cena presso l’Hotel Pegas, albergo in centro a Brno con un ottimo ristorante e, come tantissimi ristoranti della zona, con il suo birrificio interno. Qui ho avuto modo di assaggiare, oltre alle loro birre, il buonissimo goulash fatto secondo le ricette locali. Quando è arrivato il momento di pagare, il cameriere si è presentato con un omaggio: un fustino da 5 litri della loro Pilsner Světlý ležák 12° (ormai dovreste capire dal nome le caratteristiche di questa birra).

Dopo cena, distrutti dal viaggio, ci siamo diretti in albergo per goderci il meritato riposo.

 La maestosità del birrificio Starobrno

Dopo la sveglia e un’abbondante colazione, ci siamo diretti in centro a Brno, dove ci stava aspettando una visita guidata presso il birrificio Starobrno. Arrivati al birrificio, non prima di aver preso un caffè in centro, abbiamo subito notato un tubo che stava scaricando le trebbie su un camion. Questa cosa mi ha fatto pensare: “Come faccio io, solo che io lo faccio a mano e in un secchio da 10 kg”. Poco dopo siamo stati accolti da Matej che, oltre a spiegare una serie di regole da seguire durante la visita, ha nominato uno di noi come “ultimo della fila” e gli ha consegnato un gilet arancione. Il suo compito era assicurarsi che tutti seguissero Matej prima di procedere da una stanza all’altra.

Per prima cosa abbiamo visitato la sala cottura con i suoi enormi tini che riescono a produrre ogni giorno mezzo milione di litri di birra, di cui il 90% viene consumato nella regione della Moravia. Qui Matej ci ha raccontato la storia del birrificio dalla sua fondazione fino ai giorni nostri, passando per l’ascesa del comunismo che ha reso statale il birrificio e la successiva acquisizione da parte di Heineken. Quest’ultima ha provveduto a modernizzare completamente il birrificio fornendo attrezzature nuove e automatizzate, lasciando invariate le ricette usate storicamente dal birrificio.

Dopodiché ci siamo fermati sotto i fermentatori. Questi erano infatti talmente grandi che il loro cono entrava dal soffitto sopra le nostre teste. Lì c’era anche il tino per la preparazione degli starter dei lieviti, che era più grande dell’impianto di un birrificio artigianale nostrano. Usciti dalla stanza ci siamo diretti all’esterno verso la linea di imbottigliamento. Lungo la strada abbiamo avuto modo di vedere il resto dei fermentatori, restando a bocca aperta per le loro dimensioni (vi lascio qualche foto che forse renderà l’idea).

Dopo la visita all’impianto di imbottigliamento, che gonfia e riempie una bottiglia di plastica in soli 40 secondi, siamo andati verso le cantine di lagerizzazione. Lì abbiamo avuto modo di degustare la loro ottima Starobrno Bitter Nefiltrovaný direttamente da uno dei svariati maturatori da 22.000 litri.

Dopo aver visitato un maestoso birrificio, non potevamo non fare un maestoso pranzo: ci siamo perciò diretti al locale a fianco del birrificio per mangiare il tipico Koleno. Si tratta di uno stinco di dimensioni parecchio generose accompagnato da crauti e fette di gnocchi di pane.

Pivovar Hauskrecht

Provati dall’abbondante Koleno, abbiamo raggiunto il birrificio Hauskrecht. Fondato dall’ex giocatore di hockey su ghiaccio Petr Hauskrecht, il birrificio si trova nell’area dell’ex mattatoio di Brno ed è collegato alle tubazioni di vapore cittadine che utilizza per riscaldare i suoi impianti, motivo per cui è definito birrificio a vapore (Parní pivovar).

Per prima cosa, siamo stati accompagnati in una taproom dedicata esclusivamente alle visite del birrificio. Diversi birrifici, tra cui questo, non hanno infatti dei locali adibiti a degustazione ma hanno solamente una finestrella dalla quale vendono bottiglie di birra. Qui uno dei birrai ci ha spiegato, oltre alla storia del birrificio, tutte le loro birre facendocene assaggiare due diverse. Il birrificio ha anche un suo luppoleto che però è usato solo per eventi e non per la produzione vera e propria.

Ci sono anche state raccontate diverse curiosità. Una tra queste era il fatto che in Repubblica Ceca gli homebrewer devono dichiarare i litri di birra che producono a casa che sono in ogni caso limitati a 2000 litri l’anno. Un’altra curiosità, legata più al birrificio invece, è che molte signore acquistano una gran quantità della loro birra Hauskrecht PH12 per i mariti in quanto considerata afrodisiaca.

Dopo gli assaggi, durante i quali il nostro Socio Sven ha anche avuto modo di provare ad usare le tipiche spine ad apertura laterale ampiamente diffuse nella Repubblica Ceca, siamo stati accompagnati da un altro birraio nell’area di produzione in cui ci ha minuziosamente spiegato ogni singola fase della loro produzione. Le cose che ci hanno un po’ incuriositi erano i loro tini di sparge e whirlpool costruiti come un unico contenitore sovrapposto, e il fatto che imbottigliano la birra dai fusti e non direttamente dai maturatori.

Brno e la sua vita notturna

Dopo la visita, ci siamo goduti una lunga passeggiata attraverso le strade del centro storico di Brno, visitando diversi luoghi, tra cui la cattedrale gotica, la piazza del mercato e la zona del municipio, dove era possibile salire su una torre per ammirare il panorama della città.

Dopo un veloce passaggio in albergo, siamo tornati in città per cenare al ristorante U Tomana, che aveva naturalmente anche un suo birrificio. Abbiamo potuto assaggiare le loro birre, tra cui l’Otakarova 11%, una delle migliori dark lager mai bevute, di cui ci siamo innamorati. Ho assaggiato anche la Svickova na Smetane, un altro piatto tipico che consiste in carne di manzo servita in abbondante salsa a base di panna e fette di gnocchi di pane.

Dopo cena, alcuni di noi, su invito del birraio del birrificio Hauskrecht, si sono spostati al Malt Worm, un locale specializzato in birre artigianali. Lì abbiamo avuto modo di degustare alcune birre artigianali ceche tra le 16 disponibili alla spina e altre in bottiglia. Alla chiusura del locale, per concludere la serata, abbiamo seguito la musica e ci siamo ritrovati in un locale poco distante ma molto particolare: era situato letteralmente in un corridoio in cima alle scale di una specie di condominio con una cassa acustica appoggiata sui gradini e gente che ballava.

Černá Hora

Il mattino seguente, ci siamo diretti verso Černá Hora, cittadina che ospita l’omonimo birrificio. A causa di un malinteso, abbiamo dovuto attendere la guida davanti all’ingresso con disegnata la scritta Dej Bůh štěstí, frase già incontrata in tutti i birrifici visitati. Si tratta infatti del motto di tutti i birrai cechi e significa letteralmente “che Dio vi porti fortuna” o “che Dio vi aiuti”. Il motto è legato al momento in cui si sposta il mosto nel tino di fermentazione, lasciando ai lieviti il compito di trasformarlo in una buona birra.

Dopo l’attesa, siamo stati accompagnati nel birrificio che, purtroppo, dal 2001 non ha più la sua malteria interna. Dopo aver visitato la zona di produzione con un impianto da 210 HL, ci siamo spostati nell’area di fermentazione a vasche aperte. Qui abbiamo potuto vedere le vecchie vasche in muratura ormai in disuso e quelle nuove in acciaio inox dalla capienza che va da 120 ai 240 HL. Queste abbiamo potuto vederle solo attraverso un vetro in quanto, come nel caso di Mazàk, erano chiuse dentro una stanza inaccessibile per evitare contaminazioni.

Ci siamo poi recati nel seminterrato dove abbiamo potuto vedere una delle sei stanze di maturatori. Li ci hanno anche illustrato il loro sistema di filtraggio filter candle, un tubo di rete che viene riempito di polvere filtrante attraverso il quale si fa scorrere la birra.

Conclusa la visita, abbiamo potuto degustare una delle loro birre per poi spostarci negli spazi dell’ex malteria del birrificio dove oggi c’è un ottimo ristorante.

La fortezza Špilberk e il Bunker 10-Z

Dopo pranzo siamo tornati in centro a Brno per cambiare albergo, poiché l’ultima notte dovevamo pernottare nel Bunker 10-Z. Si tratta di un bunker antiatomico che si estende all’interno della collina sotto la Fortezza Špilberk (Fortezza dello Spielberg). La sua costruzione iniziò sotto la direzione dell’esercito nazista durante la seconda guerra mondiale con lo scopo di ospitare e proteggere fino a 500 persone. Oggi è organizzato in parte come museo e in parte come ostello.

Dopo aver lasciato le valigie al bunker, siamo andati a fare una passeggiata fino alla Fortezza Špilberk. Qui, salendo sulle mura, era possibile godere di un bellissimo panorama su tutta Brno. All’interno invece abbiamo avuto modo di visitare, tra le altre cose, le prigioni nelle quali è stato incarcerato Silvio Pellico e che fanno da soggetto a Le mie Prigioni.

Di ritorno dalla fortezza, siamo tornati al Bunker 10-Z per la visita al museo. Si trattava di un percorso tra le gallerie del rifugio lungo il quale era possibile osservare i locali e l’allestimento del bunker antiatomico, con esposizioni di vestiario militare. Passeggiare in quei spazi angusti, pensando che la gente avrebbe potuto viverci, ci ha particolarmente colpito. Una cosa che ci ha sorpresi invece era che tutto il vestiario e materiale esposto poteva essere indossato dai visitatori.

Dal museo del rifugio siamo tornati tra le strade del centro di Brno per una passeggiata, un aperitivo e la cena presso Stopkova Plzeňská Pivnice. In questo ristorante in centro a Brno ho potuto gustarmi, assieme a un boccale di Pilsner Urquell, un altro (abbondante) piatto di anatra arrosto.

Dopo cena ci siamo goduti una passeggiata notturna a Brno (con una sosta al Malt Worm) per poi tornare al Bunker 10-Z dove avremmo passato la notte.

Templářské sklepy Čejkovice

Dopo il risveglio e la colazione al bunker (bellissima esperienza), ci siamo diretti fuori Brno verso la cittadina di Čejkovice dove abbiamo potuto visitare le cantine vinicole Templářské sklepy Čejkovice. Si tratta di un consorzio vinicolo le cui cantine si estendono all’interno di tunnel sotterranei costruiti dai cavalieri templari nel 1248. Il consorzio è successore di una precedente associazione di viticoltori fondata nel 1936.

La visita consisteva in una passeggiata lungo l’intreccio di tunnel lungo i quali erano disposte le botti. Alcune botti avevano applicati dei frontali in legno intagliati dedicati a commemorazioni ed anniversari, altri delle immagini per intrattenere i bambini che visitano le cantine. In fondo a uno di questi tunnel vi era la seconda botte più grande della Repubblica Ceca (la più grande è infatti a Mikulov) che può contenere ben 22500 litri di vino.

Oltre alla visita, abbiamo potuto degustare all’interno dei tunnel quattro dei loro vini (tre bianchi e uno rosso), alcuni con varietà d’uva particolari che tradizionalmente non vengono coltivati dalle nostre parti.

Slavkovský pivovar

Dalle cantine templari siamo tornati in direzione Brno per fermarci a Slavkov u Brna, cittadina più nota con il nome tedesco Austerlitz, in cui ebbe luogo una delle vittorie più brillanti di Napoleone.

Arrivati al birrificio Slavkovský Pivovar, ci siamo fermati per pranzare ed assaggiare qualche birra nel giardino esterno. Durante il pranzo abbiamo potuto vedere anche una bellissima esposizione di spine per birra all’interno del birrificio.

Ritorno a casa

Era arrivata ormai l’ora di tornare a casa. Il viaggio, veloce e spensierato il primo giorno, è stato decisamente più faticoso l’ultimo giorno e ha richiesto qualche sosta in più.

Siamo così tornati a casa stanchi ma felici. È stata un’esperienza meravigliosa resa anche migliore dal fantastico gruppo di amici che si è formato. I quattro giorni sono volati velocissimi, abbiamo potuto vedere posti bellissimi, visitare birrifici diversi da quelli nostrani nonché birrifici di scala industriale. Abbiamo mangiato benissimo (e tantissimo) e assaggiato pilsner e lager di livello eccelso, tanto che a meno di una settimana dalla gita abbiamo già deciso di produrre in gruppo la nostra Czech Dark Lager.

Un enorme grazie da parte ai miei compagni di viaggio per l’ottima compagnia e a Max che ha preparato un programma di viaggio perfetto senza la minima sbavatura.

Adesso possiamo riposarci prima di cominciare a pensare alla prossima gita.

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