Acido Acida British Beer Festival 2022

Era da tanto che stavo inseguendo quest’evento, ma ahimé per un motivo o per l’altro non ci sono mai andato. Quest’anno però mi sono organizzato per tempo e ci sono riuscito: sono andato alla 9 edizione del Acido Acida British Beers Festival a Ferrara. Visti i precedenti quest’anno avevo deciso di andarci anche da solo, ma per mia fortuna il mio amico Alessandro era in ferie in zona e ha deciso di raggiungermi per degustare un po’ di birre in compagnia.

L’idea dell’evento organizzato da Il Molo British Pub di Ferrara è promuovere le produzioni e gli stili d’oltremanica, ma ci sono state diverse eccezioni piuttosto piacevoli. Il festival, che si estende su quattro giorni dal giovedì alla domenica, aveva a disposizione la bellezza di quasi 200 birre diverse di oltre 30 birrifici (vi lascio consultare la lista completa su Untappd). Anche la location è molto suggestiva all’interno del chiostro di Santa Maria della Consolazione con un giardino centrale con tavoli e panche e tutte le spine disposte lungo i corridoi che lo circondano.

Da quanto scritto dagli organizzatori e dalla stampa il punto forte di quest’anno era la presenza per la prima volta in Italia di alcuni birrifici Inglesi come Pastore Brewing & Blending, Solvay Society Brewery e 5 Barrel Project mentre come assoluta novità una sezione interamente dedicata ai produttori e rivenditori della zona di Ferrara (Ferrara Craft Beer City). Quest’anno però c’era un’ulteriore novità che personalmente mi ha incuriosito parecchio: una stanza dedicata esclusivamente al birrificio trappista Chimay con una selezione di cinque diverse versioni invecchiate in botte della loro Chimay Grand Réserve (per gli amici Chimay Blu). Oltre a tutto ciò l’evento prevedeva cibo, musica dal vivo e un concorso per homebrewers valido per il Campionato MoBI.

Come potrete a questo punto intuire ce n’erano di cose interessanti, per provarle tutte sarebbero stati necessari più giorni, ma per quest’anno mi sono accontentato di uno solo. Valutando le varie possibilità ho deciso che la cosa più pratica (sia come costi che come tempo) sarebbe andarci in treno in giornata: partendo alle 8:00 e tornando alle 00:30 avevo la bellezza di 8 ore di degustazione, senza dover cercare un alloggio per la notte. Assolutamente consigliato per chi volesse andarci in futuro.

L’evento funzionava come spesso capita a questi eventi: ognuno aveva il suo bicchiere e gli assaggi venivano pagati con gettoni acquistati preventivamente. Come consigliato dagli organizzatori (in realtà me lo ha fatto notare il mio amico Alessandro) ho acquistato il welcome kit – composto da un bicchiere (un conil serigrafato Acido Acida), 2 gettoni e la guida – e un pacchetto di ulteriori 20 gettoni, il tutto a un prezzo scontato di 35€ (l’ingresso al festival era gratuito). Durante l’evento infatti i gettoni costavano 1,50€ l’uno: il valore in gettoni dell’assaggio da 150ml era indicato sopra le spine con uno, due o tre pallini in base alla birra. Questi pallini però avevano un’ulteriore indicazione: in base al colore indicavano il grado di acidità della birra, partendo dal verde che indicava un birra non acida al rosso che indicava una birra molto acida. Molto chiaro e pratico, ho apprezzato parecchio queste indicazioni.

 

Arrivato all’evento il venerdì poco dopo l’apertura mi sono subito recato verso la cassa a ritirare il mio welcome kit dove ho incontrato Alessandro che intanto era già arrivato; prima di iniziare le degustazioni abbiamo deciso di passare a trovare i ragazzi di Antica Contea al loro stand e bere una birra assieme. Cercando di andare per ordine ci siamo fatti un primo round di degustazioni con:

  • Birrificio Agricolo Sorio – Gargan-IGA: IGA da 5,8% dall’acido morbido, molto beverina dall’aroma fruttato;
  • Klanbarrique – Malmadura: Altra IGA da 3,60% e dall’acido più deciso rispetto alla precedente, dall’aroma citrico e più caratteristico da fermentazioni spontanee;
  • Lough Gill Brewery – Cutback: NEIPA da 4,5% molto profumata di agrumi e pompelmo e con un amaro assolutamente non invadente;

A questo punto però cominciavo a sentire la fame, e le dosi “generose” degli assaggi non aiutavano affatto. Io ed Alessandro ci siamo perciò recati allo stand del cibo dove abbiamo scelto entrambi una piadina che andava pagata anch’essa in gettoni. Ottima e abbondante, del resto siamo andati a colpo sicuro dal momento che eravamo in uno dei territori conosciuti, tra le altre cose, per le piadine.

Pancia piena, secondo round di assaggi:

  • Floribunda – Floribunda Holunder: Ottimo sidro di 6% dal finale secco con fiori di Sambuco che si fanno sentire molto bene assieme a note di mela matura;
  • Evoqe Brewing – Evoqesour #1: Berliner Weisse da 3,80% dall’intenso profumo tropicale caratterizzato dal frutto della passione;
  • Evoqe Brewing – Evoqesour #3: Birra sour alla frutta proposta sia in versione normale che in versione granita. Non avevo mai visto una granita di birra, quindi ho provato entrambe le versioni. Entrambe caratterizzate dal sapore di mango, la birra presentava un acido molto spinto e un forte aroma di mango che nella granita sparivano quasi del tutto;
  • Blond Brothers – Sub Smoked: Una Grodziskie da 3% molto delicata nell’affumicato, nell’acido e nel salato;
  • Pastore Brewing and Blending – Zuppa Inglese: Uno dei pezzi forti del festival, una Pastry Stout acida da 6%. Presentava un colore rosa torbido ed era caratterizzata da  un aroma di fragola e lampone e da un sapore acido. Di Stout personalmente non ci ho trovato nulla, probabilmente non ho capito bene questa birra;

Erano ormai le 16:00 e abbiamo notato che stavano aprendo la porta per il primo piano del chiostro dove ci sarebbe stata la degustazione delle Chimay invecchiate in botte. Ci siamo andati subito ritrovandoci in un minuscolo stanzino pieno di gente: devo ammettere che una stanza più grande non sarebbe stata male! Dopo una breve presentazione del birrificio e delle loro birre ho assaggiato due delle cinque varianti della Chimay Blu proposte (solamente in questo caso un assaggio costava 5 gettoni e veniva servito in un calice da degustazione):

  • Chimay Grande Réserve Fermentée en Barriques – Armagnac (2020): versione da 10.2% invecchiata due anni in botti di Armagnac dal complesso aroma di cognac, cioccolato, caramello, frutta rossa, vaniglia e qualche nota speziata ma dal sapore delicato e poco etilico;
  • Chimay Grande Réserve Fermentée en Barriques – Chêne (2019): versione da 10.2% invecchiata per tre anni in botti di rovere che rispetto alla precedente ha un minore complessità aromatica ma sono più presenti sentori di legno;

Tornati al giardino sottostante un po’ sudati, non so se per le dimensioni della stanza o per i gradi delle birre, ci siamo diretti verso la zona dei produttori e rivenditori locali Ferrara Craft Beer City:

  • Shire Brewing – Westland Row: Oyster stout da 4% secca nel finale e dai sapori tostati, caffé e cacao. Note marine non granché presenti;
  • Liquida – Über: Kellerbier da 5% con note maltate e di miele, molto piacevole;
  • Liquida – Loki (Sabro / Amarillo / Mosaic): American IPA da 5,50% parecchio erbacea per lo stile e con un amaro molto delicato;
  • Liquida – Famous Last Hop: American IPA da 6,90% anch’essa erbacea con un amaro più deciso;

A questo punto era ora di cena: tornati allo stand del cibo ci siamo messi ad osservare il menu. Dopo un’accurata scelta ho optato per una seconda piadina, mi sembrava un peccato non approfittarne. A questo punto abbiamo proseguito con l’ultimo round assaggi, una parte fatta assieme ad Alessandro e l’altra in solitaria in quanto per lui era ormai ora di prendere l’autobus.

  • Garage Beer Co. – Kicking Heartbeat: Berliner Weisse da 7% dall’aroma fruttato e dal sapore acido con note di lime;
  • Hambleton Brewery – Stallion Amber: Ordinary bitter da 4,20% da un dolce iniziale e un finale amaro ma delicato;
  • Reservoir Dogs Brewery – Gaap: Birra da 8% fermentata con feccia d’uva caratterizzata dall’aroma vinoso e note di aceto balsamico;
  • Reservoir Dogs Brewery – Dogs Island: Sour IPA da 5,50% dall’aspetto velato con un amaro deciso e un aroma erbaceo e luppolato;
  • Bierol – Spruce Willis: Herb beer da 6,50% che assieme a note maltate presenta un aroma erbaceo e di pino con un amaro non intenso ma che prevale parecchio sul resto;
  • Siren Craft Brew – Barrel Aged Caribbean Chocolate Cake: Imperial Stout da 9,40% con cacao che spicca sia al naso che in bocca assieme a note di cioccolato;
  • Blond Brothers – Blanche De Cavour: Witbier da 4,50% dall’aroma e dal sapore molto speziati e poco fruttati;

A questo punto era giunta l’ora di andare: ho salutato i ragazzi di Reservoir Dogs e Antica Contea e mi sono avviato a piedi verso la stazione dei treni per tornare a casa.

Concludendo è stata una giornata bellissima ed interessante (complice anche una meravigliosa e calda giornata di sole), l’offerta era tantissima, molto interessante e di qualità elevata. Alla fine non ho provato tutti i birrifici inglesi per la prima volta in Italia, ma per un giorno di evento mi reputo più che soddisfatto. Sinceramente non c’è stata neanche una birra (o sidro) che non mi sia piaciuta o non abbia reputato buona. Ottimo anche il cibo (o meglio, le piadine visto che non ho provato altro), e ottima soprattutto l’organizzazione, tutto sotto controllo senza alcun intoppo con tutti i servizi necessari per i visitatori. L’unico problema? Esserci stato un solo giorno, sarebbe interessante provarne almeno due. Magari lo farò, chi lo sa.

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